Giovanni Pascoli

Giovanni Pascoli nasce a San Mauro di Romagna il 31 dicembre del 1855 e muore a Bologna il 6 aprile 1912. Pascoli fu uno dei maggiori rappresentanti del decadentismo italiano. Il simbolo celato dietro l'apparenza, la Natura misteriosa latrice di messaggi criptici, il senso di morte trasudante dal mondo concreto, lo sguardo puro del fanciullo sugli oggetti che percepisce: rispetto all'insondabilità umana del reale, il poeta appare come l'unico possibile interprete.

Lavandare

Nella raccolta Myricae (parola latina, che significa “piccoli arbusti”, citazione virgiliana), Pascoli canta i motivi del mondo della natura, caricandoli di significati simbolici. Infatti, la sua poetica, detta “del fanciullino” (dal titolo di un saggio di poetica, da l...

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Novembre

in Myricae

Il titolo della poesia in questione richiama la stagione autunnale tutta e, in particolare, il mese dell’anno in cui si commemorano i propri cari defunti. Il poeta accosta, infatti, l’illusione che si prova in una giornata autunnale che sembra primaverile alla precarietà dell’esistenza. Come ...

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X Agosto

in Myricae

Nella raccolta Myricae (parola latina, che significa “piccoli arbusti”, citazione virgiliana), Pascoli canta i motivi del mondo della natura, caricandoli di significati simbolici. Infatti, la sua poetica, detta “del fanciullino” (dal titolo di un saggio di poetica, da lui p...

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Il lampo

in Myricae

La lirica Il lampo è stata composta da Pascoli negli anni ’90 e pubblicata nella sezione Tristezze della terza edizione della raccolta Myricae, nel 1894. L’intera raccolta deve il titolo ad un verso delle Bucoliche del poeta latino Virgi...

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Nebbia

in Canti di Castelvecchio

Canti di Castelvecchio si propongono di continuare il programma poetico iniziato con la precedente raccolta Myricae: alle immagini quotidiane della vita di campagna, si alternano continuamente i temi della tragedia famigliare e delle ossessioni segrete del poeta, come l’ero...

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Ultimo sogno

in Myricae

Nella raccolta Myricae (parola latina, che significa “piccoli arbusti”, citazione virgiliana), Pascoli canta i motivi del mondo della natura, caricandoli di significati simbolici. Infatti, la sua poetica, detta “del fanciullino” (dal titolo di un saggio di poetica, da l...

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La mia sera

in Canti di Castelvecchio

Canti di Castelvecchio si propongono di continuare il programma poetico iniziato con la precedente raccolta Myricae: alle immagini quotidiane della vita di campagna, si alternano continuamente i temi della tragedia famigliare e delle ossessioni segrete del poeta, come l’ero...

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Temporale

in Myricae

La poesia Temporale è un esempio suggestivo della tecnica impressionistica molto frequente nelle poesie di Pascoli e fa parte della terza edizione della raccolta Myricae. L’intera raccolta deve il titolo ad un verso delle Bucoliche del poeta latino Virg...

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Il gelsomino notturno

in Canti di Castelvecchio

I Canti di Castelvecchio si propongono di continuare il programma poetico iniziato con la precedente raccolta Myricae: alle immagini quotidiane della vita di campagna, si alternano continuamente i temi della tragedia famigliare e delle ossessioni segret...

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Mare

in Myricae

Nella raccolta Myricae (parola latina, che significa “piccoli arbusti”, citazione virgiliana), Pascoli canta i motivi del mondo della natura, caricandoli di significati simbolici. Infatti, la sua poetica, detta “del fanciullino” (dal titolo di un saggio di poetica, da l...

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Nella nebbia

in Primi poemetti

Poemetti, pubblicati una prima volta nel 1897, poi divisi in due parti distinte nella versione definitiva del 1903 (Primi poemetti e Nuovi poemetti) sono di solito componimenti più ampi di quelli di Myricae, che hanno un taglio narrativo e si configurano s...

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L'assiuolo

in Myricae

La poesia L’assiuolo viene pubblicata da Giovanni Pascoli nel 1897 sulla rivista «Marzocco» e, successivamente, inclusa nella quarta edizione di Myricae, nella sezione In campagna. L’intera raccolta deve il titolo ad un verso delle Bucoliche del poeta latino...

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Il bolide

in Canti di Castelvecchio

Canti di Castelvecchio si propongono di continuare il programma poetico iniziato con la precedente raccolta Myricae: alle immagini quotidiane della vita di campagna, si alternano continuamente i temi della tragedia famigliare e delle ossessioni segrete del poeta, come l’ero...

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